Classifica Frasi Celebri mese di Aprile 1997
1) Scalfaro(sul dato inflazionistico italiano reso recentemente
dalla Commissione Europea): "Un politico serio non puo' accettare che la
valutazione sia solo sul 3.2 o 3.3".
2) Prodi (intervista all'Unita' del del 24 Aprile): "Accellerando
con costanza e grinta verso il risanamento finanziario siamo arrivati ad
una inflazione che e' la meta' di quella tedesca". Dati ufficiali della
Commissione Europea sull'inflazione media nel 1996: Germania: 1.3%;
Italia: 3.9%.
3) Prodi: "La mia patente e' il risanamento dell`IRI".
. Prodi lascio' l'lRI nel 1988 con un passivo di 2416 miliardi.
La lotta alla disoccupazione in italia
1) Risultato netto della lotta alla disoccupazione negli
ultimi 5 anni, caratterizzati dal susseguirsi (finanziaria Berlusconi esclusa)
di stangate fiscali volte al risanamento economico: 1,1 milione di posti
di lavoro persi.
2) Posti di lavoro persi nei primi 3 mesi del 1997: 40
000
3) Previsone per il 1997: 240 000 in meno.
4) I neo keynesiani come Prodi sostengono che la lotta
all'inflazione comporta necessariamente la contrazione della crescita economica
ed il sacrificio di posti di lavoro. Riportiamo, tra i tanti dati (e studi:
la politica dello scambio e' stata smentita da 50 anni, la curva di Phillips
non e' mai stata trovata, il termine stagflazione = inflazione + disoccupazione
non e' frutto della fantasia) messici a disposizione dal famoso compendio
annuale dell'Economist, l'esempio della Corea Del Sud, ovvero il paese
che presenta la piu' grande crescita industriale del mondo (12.1%) mantenendo
nel contempo una inflazione (3%) inferiore alla nostra.
I dati della confcommercio
1) aumento pressione tributaria nel 96: + 0.8% (dal 41.7
al 42.5)
2) aumento spesa sociale: + 7.2%
3) crescita economia: 0.8 % (al netto del 3.9%
di inflazione media: -3.1%)
4) crescita consumi: 0.5% (al netto dell'inflazione:
-3.3%) ovvero - 14500 miliardi
5) aumento previsto pressione fiscale nel 97: + 1.3%
(dal 42.5 al 43.8%)
6) crescita esportazioni previste nel '97 : Nord italia
3.2% (netto:-0.7%) Sud italia: 0.8 % (netto:-3.1%)
7) perdita prevista nel '97 di posti di lavoro nel commercio:
60 000
8) n( di negozi che chiuderanno nel '97: 20 000
Inchiesta del "Giornale" sulle servizio postale
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I primi posti sono occupati, in successione, da: Hong
kong, Singapore, Bahrein, Nuova Zelanda, Svizzera, Paesi Bassi, Stati Uniti,
Danimarca, Lussemburgo, Taiwan, Regno Unito, Bahamas, Canada ecc.
L'Italia occupa il 45( posto assieme a Marocco, Giamaica
e Belize. Risulta superata da Tunisia, Portogallo, Argentina e Paraguay.
MILANO - Che all'Europa manchi una politica estera, non dovremmo scoprirlo oggi. Ma la crisi dell'Albania e' un problema a dimensione italiana, dobbiamo essere capaci di risolverlo con le nostre forze. Il commissario europeo agli aiuti umanitari, Emma Bonino, replica cosi' al vespaio sollevato nei giorni scorsi dalla sua denuncia contro i rigurgiti di xenofobia.
Cacciari le ha risposto in un'intervista a Repubblica:
nella tragedia albanese e' l'Europa che latita.
"Mi colpisce l'ignoranza
delle cose europee che traspare da queste reazioni. L'Italia e' europeista
in superficie, ma terribilmente ignorante dei vincoli".
Colpa nostra se gli intellettuali europei ci hanno lasciato
soli?
"No, il governo italiano
si e' mosso bene a livello internazionale, ma si e' urtato contro delle
procedure fin troppo note. La politica estera europea si decide all'unanimita':
e' bastato il no inglese e un'alzata di sopracciglio dei tedeschi per impedire
un'iniziativa europea. L'Italia e' stata rimandata all'Osce, e da li' all'Onu.
La regola dell'unanimita' produce paralisi, prima di noi l'hanno sperimentato
i tedeschi per la Croazia e i francesi per lo Zaire. Ma un'Europa senza
politica estera comune non puo' affrontare le sfide del Duemila. Questa
deve essere una priorita' assoluta nella revisione di Maastricht".
Intanto l'Italia e' alle prese con la tragedia del naufragio
"Se le cose fossero andate
piu' in fretta, invece del blocco navale doveva gia' esserci un'operazione
di polizia internazionale albanese".
Alla fine l'intervento italiano ci sara', sotto bandiera
Onu. Lei che ha seguito tante emergenze, da Sarajevo allo Zaire, come valuta
i rischi?
Non conosco operazioni
a rischiozero, e questa certamente non lo sara'. Ma la pace e' un valore,
non solo umanitario poiche', significa stabilita' e sicurezza dei commerci
e degli affari. Come ogni valore ha un costo. E' positivo che la forza
d'intervento veda a fianco italiani, francesi, spagnoli e greci. Potrebbe
dare inizio a una consultazione permanente che tracci, al di la' dell'intervento
militare, una strategia per i Balcani. purche' si evitino gli errori recenti".
Quali errori?
"Abbiamo dimenticato che
economia di mercato e democrazia devono crescere insieme. Abbiamo promosso
i dirigenti albanesi per il loro liberismo intriso di corruzione, e non
abbiamo denunciato i brogli elettorali. Non costruisce prima il capitalismo
e poi i diritti civili. Il mercato richiede istituzioni democratiche, invece
l'Europa in Albania ha ceduto al mito dell'uomo forte. Di soldi ne abbiamo
spesi: 900 miliardi di fondi europei all'Albania, sono il piu' elevato
aiuto pro capite fornito da Bruxelles a un Paese dell'Est. Ma se non c'e'
una strategia i soldi non bastano".
Il prezzo lo paghiamo con l'emergenza profughi.
"Un'emergenza piccola
piccola: cosa sono diecimila profughi? E' qui che mi preoccupa la sbandata
xenofoba che ho denunciato nei giorni scorsi. Mi preoccupa perche' nasconde
i veri problemi.
Primo: i Balcani sono un buco nero nella geopolitica
del nostro continente, e non c'e' un progetto europeo per salvarli. Secondo:
l'Italia e' l'ultima isola monoetnica in un Mediterraneo dove l'esplosione
demografica non e' equilibrata dallo sviluppo economico. Presto l'Africa
settentrionale avra' 140 milioni di abitanti, senza ricchezza e senza lavoro.
Dove andranno?
Ma cosa puo' fare l'Italia da sola?
"Se l'Europa non ha un
progetto per il Mediterraneo e per il Sudest, chi deve indicarlo, se non
l'Italia? Guardiamo cosa ha fatto Kohl per l'Est. La Comunita' non aveva
un grande disegno strategico per la per la Polonia e l'Ungheria, Kohl si'.
Alla fine la linea tedesca e' diventata la strategia europea. Cosi' l'allargamento
dell'Unione sara' tutto a NordEst, tutto mittleuropeo, e il fianco Sud
resta pericolosamente scoperto. Tocca all'Italia colmare questa lacuna,
assumersi la leadership di un grande progetto per i Balcani e per il Mediterraneo.
Se non lo facciamo noi, certo non possiamo aspettarcelo dai finlandesi".
Il silenzio dei chierigi
Caro il mio Eco perche' non urli?
Emma Bonino: in Francia gli intellettuali hanno difeso
gli immigrati. Da noi, invece...
di Stella Pende
Da "Panorama" del 4 aprile 1997. Pag.32
"Dove sono finiti personaggi come Umberto Eco, Alessandro
Galante Garrone, Norberto Bobbio? Chi li ha visti? "Ô L'appello sul
Corriere della sera di Emma Bonino agli intellettuali sordi davanti al
dolore e al disonore del caso Albania ha scatenato il putiferio. Con un
particolare: che sia Gianni Vattimo sulla Stampa che un furibondo Massimo
Cacciari in un'intervista alla Repubblica hanno formalmente chiesto le
dimissioni di Emma Bonino dall'incarico di commissario dell'Unione Europea.
Cacciari ha addirittura definito "demenziale e farsesco" il suo intervento,
spiegando che la persona che occupa quel ruolo, piu' che denunciare verbalmente
gli intellettuali, dovrebbe agire per governare la situazione. Che cosa
risponde Bonino? Panorama l'ha intervistata.
Domanda. Ha sentito quel che le chiede Cacciari? Risposta.
Che dire davanti a tanto furore? Del resto lo trovo comprensibile: Cacciari
sta nella sua meravigliosa Venezia e non conosce le procedure europee.
O meglio, confonde le politiche comuni gestite dalla Commissione. La politica
umanitaria la posso decidere, come ho fatto, in ventiquattr'ore. Quella
estera, che e' gestita dal Consiglio dei ministri, ha invece tempi storici.
In realta', se leggesse i giornali, Cacciari capirebbe che diciamo la stessa
cosa. Evidentemente non li legge. Domanda. Eco invece scrive che i giornali
dovrebbe leggerli lei perche' lui dell'Albania aveva gia' parlato. Risposta.
Intanto, chiariamo una cosa: ho chiamato in causa gli intellettuali nel
caso specifico del razzismo impunito della Pivetti (l'ex presidente della
Camera aveva detto che avrebbe volentieri ributtato i mare gli albanesi,
ndr) . Poi dell'Albania parliamo tutti da due mesi. Non cerco polemiche
inutili con Eco, ma ricordo che quando un intellettuale vuole fare opinione
ha gli strumenti. Il tedesco Genscher ha firmato una petizione per i 93
bambini bosniaci. Inoltre scrittori e filosofi francesi sono scesi in piazza
per i "sans papiers" contestando i potenti. Non e vero che gli intellettuali
parlino al vento, come dice Eco. Se vogliono far sentire la loro voce,
basta parlare forte. Domanda. Anche il cardinale Josef Ratzinger, tiepido,
non si e' sentito di giudicare la Pivetti. Risposta. E perche', e' forse
un santino intoccabile? No, i cattolici dovrebbero aver il coraggio di
vedere anche i peccati dei cattolici. Per quanto riguarda la Chiesa, mi
pare che i religiosi pugliesi abbiano dato con la loro accoglienza una
prova eccellente. E la Caritas ha cercato di alleviare il peso della sofferenza
di quella gente. Domanda. Un dolore che gli intellettuali hanno trascurato.
"La sinistra ha dimenticato il rispetto della vita" ha scritto Foa. Risposta.
E' vero, ma lui parla solo della sua sinistra. Per cominciare, i nomi degli
intellettuali, nella mia intervista, erano piu' numerosi. C'era Galli della
Loggia, per esempio. Io alludevo a tutti gli uomini di pensiero e di ragione.
Troppi di loro, restando muti e ciechi, hanno dimostrato di aver perso
il senso dell'amore e della vita. Marco Taradash l'ho sentito solo ieri.
Perche'? In compenso ho letto Sergio Romano. Dice che se i profughi fossero
qualche migliaio dovremmo accoglierli Ma l'Italia non puo' permettere che
un paese confinante si svuoti sulle sue coste. Domanda. E dunque? Risposta.
Dunque l'idea dello sbarco di tutta la nazione albanese sulle nostre coste
e semplicemente ridicola. Tutti sanno che si tratta dalle 10 mila alle
13 mila persone al massimo. La Germania dal '92 ha ospitato 400 mila bosniaci.
L'Italia, potenza economica, dopo avere ospitato centinaia di migliaia
di filippini e simili non puo' fare la stessa cosa con diecimila albanesi?
Ma i problemi sono altri. Domanda. Quali? Risposta. Guardare avanti e scoprire
che nel futuro il Sud-est europeo e' un buco nero. Non ci so no progetti
per Albania, Bulgaria, Romania. Siamo immersi nel Mediterraneo dove e in
corso un'esplosione demografica ma non sono previste altrettante esplosioni
di ricchezza. Insomma, Helmut Kohl e' riuscito a imporre la linea tedesca
per Polonia e Ungheria: perche' l'Italia non fa un gran de progetto per
i Balcani? Domanda. Senza l'Europa? Risposta. Certo che no. L'Unione Europea
deve diventare anche politica estera comune. Dobbiamo rinunciare all'unanimita'
o e la paralisi. Il nostro governo a livello internazionale si e' comportato
bene. Ma poi si e trovato davanti alla riluttanza inglese. Poi la Russia
ha detto di no e ha chiesto l'intervento delle Nazioni Unite. Insomma,
l'ambasciatore Fulci alla fine e' arrivato all'accordo. Ma ha fatto un
miracolo. Domanda. E a livello nazionale come si e' comportato il
governo? Risposta. Ricordo che l'Italia sul pattugliamento ha trattato
un accordo, un patto bilaterale con l'Albania. Dunque le colpe sono a meta'.
L'incidente e' diverso. Se i profughi fossero stati selezionati all'arrivo
e non in mare, sarebbe stata altra cosa. Dalle nostre parti non hanno perso
il fascino dell'uomo forte. Domanda? Parla di Berisha? Risposta. Proprio
di lui. Non capisco questo entusiasmo per il delfino dello Stalin albanese
Enver Hoxha... Strana rivoluzione quella albanese. Gente che spara solo
in alto ma che non occupa la televisione. Si mormora che forse l'ha inventata
Berisha per salvarsi.
Dichiarazione di voto del Senatore Pietro Milio
(Gruppo Misto - Lista Pannella)
Roma, 8 aprile 1997
"Anche a nome del Movimento dei Club Pannella-Riformatori
e di quello dei diritti civili, del movimento dei referendari, insieme
ad una parte importante del movimento nonviolento e radicale italiano approviamo
il principio e sollecitiamo sempre decisioni di intervento in difesa del
diritto e dei diritti umani e civili di popolazioni minacciate di sterminio
per guerra e/o per fame, o dalla violazione dei diritti fondamentali riconosciuti
dalle Carte e dichiarazioni universali ed europee dei diritti della persona.Ma
in questo caso non possiamo non esprimere preoccupazione e scarsa fiducia
nella capacita' del governo di operare con prudenza, con saggezza con efficacia,
con chiare determinazioni alla guida della missione internazionale, non
certo per la capacita' delle nostre forze armate, ma per quella di guida
politica adeguata ad un compito di tanta delicatezza ed importanza. Mi
asterro', quindi, con convinzione nel voto, convinto oltretutto che chi
non sa affermare lo Stato di Diritto nel proprio Paese non e' certo qualificato
per difenderlo in quello altrui".
Roma, 7 maggio 1997
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, segretario nazionale
dei Club PannellaRiformatori
Gratta, gratta: troverai la roba.
La decisione di versare in contanti ai pensionati gli
arretrati relativi alle sentenze della Consulta, sembrava inspiegabile:
difficile capire, infatti, perche' gli "ottimi" motivi addotti all'ultimo
minuto per giustificare il "contrordine compagni", non fossero stati presi
in considerazione per tempo dai super esperti del Tesoro.
In realta' c'e' un unico grande beneficiario delle modifiche
alla Legge 662 introdotte con la fiducia di ieri alla manovrina: il sindacato.
Infatti, grazie allo sciagurato meccanismo delle trattenute
automatiche in favore del sindacato su tutte le prestazioni erogate dall'Inps
agli iscritti (ex Legge 311/73), la farraginosa partita di giro "emissione
di Titoli da parte del tesoro, versamento all'Inps del controvalore, pagamento
ai pensionati" consentira' all'Inps di trattenere decine di miliardi ai
pensionati e di versarli nelle casse dei sindacati. Se invece si fosse
seguita la procedura, ben piu' lineare, prevista dalla Legge, ai pensionati
il Tesoro avrebbe "girato" direttamente i Titoli di Stato, senza alcuna
diminuzione o trattenuta.
Secondo i nostri conti questo vero e proprio regalo del
Governo ai sindacati vale circa 30 miliardi per il '97 e complessivamente
100 miliardi sull'intero ammontare degli arretrati. A questi, in piu',
si aggiungono gli aumenti delle trattenute mensili dovuti agli effetti
"a regime" delle sentenze stesse.
Puo' darsi che i nostri conti non siano esatti alla cifra:
da Cofferati, D'Antoni e Larizza, dal Governo e dall'Inps aspettiamo una
replica o una precisazione.
La pace sociale ha un costo, anche per il primo governo
di sinistra della storia repubblicana. E i pensionati, ignari, lo pagheranno.
Interrogazione a Ciampi del Senatore Pietro Milio (lista Pannella) sui 100 miliardi che finiranno ai sindacati.
Roma, 9 maggio '97
Il Sen. Pietro Milio ha presentato oggi una interrogazione
al Ministro Ciampi, per sapere
1) perche' il Governo ha deciso di versare all'Inps il
controvalore dei titoli emessi
2) perche' provvede ad erogare in contanti le somma (effettuando
quindi le trattenute a favore del sindacato sulle somme spettanti ai pensionati)
anziche' procedere secondo le lineari procedure stabilite dalla legge collegata
alla finanziaria '97
3) se non ritenga il Ministro che tale decisione abbia
procurato un ingiustificato vantaggio economico alle organizzazioni sindacali.
Roma, 29 gennaio 1997
'la copertura finanziaria della
Legge sul finanziamento pubblico ai partiti per il 1997 verra' assicurata
per 24 miliardi attraverso l'utilizzo del Fondo di attuazione delle sentenze
della corte Costituzionale in materia di adeguamento dei trattamenti pensionistici
e per altri 26 miliardi dal Fondo per l'occupazione presso la presidenza
del Consiglio.
Insomma: i partiti incassano,
pensionati e disoccupati pagano.
E Rifondazione? I Verdi? I Popolari? E Alleanza Nazionale?
Tutti d'accordo, come i ladri di Pisa?
Noi ci stiamo, chiameremo tutti
i cittadini difensori del diritto e dei referendum alla mobilitazione democratica
e non violenta contro una legge che si ha voluto farsi beffe del plebiscito
referendario del 1993 contro il finanziamento pubblico'.
Finanziamento pubblico dei partiti.
Oggi sono stati accreditati ai partiti politici i "soldi
pubblici".
Domani, alle 11.30, sara' depositato in corte di cassazione
il quesito referendario per abolire il finanziamento pubblico dei partiti
Roma, 27 marzo 1997.
Domani, alle ore 11,30, sara' depositato presso la Suprema
Corte di Cassazione il quesito del "nuovo" referendum abrogativo del finanziamento
pubblico dei partiti politici, imposto dal 90% del Parlamento contro la
volonta' del 90% dei cittadini italiani.
La data scelta non e' casuale. Nella giornata di oggi
sono infatti stati accreditati agli "aventi diritto" i finanziamenti stanziati
dalla legge che reintroduce, a beneficio dei partiti rappresentati in Parlamento,
finanziamenti definiti ipocritamamente nello stesso titolo
volontari, ma in realta' pubblici, "fiscali", e quantitativamente superiori
a quelli aboliti dal referendum del 1993.
Il Comitato Promotore del Referendum del 1993, intanto,
si e' in queste settimane opposto in ogni modo (con ricorsi ed esposti
in ogni sede possibile: contabile, amministrativa, civile, penale e costituzionale)
alla legge ed al successivo al decreto di attuazione, emanato dal Ministero
del Tesoro in data 28 febbraio 1997, per bloccarne l'applicazione.
A questo punto e' pero' necessario, che, prima che si
abbiano gli esiti delle iniziative prese in sede giurisdizionale, abbia
inizio una campagna di mobilitazione popolare e (nuovamente) referendaria,
atta a consentire ai cittadini italiani di pronunciarsi (nuovamente), entro
la primavera del 1998, sul finanziamento pubblico dei partiti.